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Presidenza Palio, Modonesi: "Importante aver deciso data per l'elezione"

Nuovi Organigrammi

Sono forti le tensioni che, in queste ore, agitano il clima in casa Palio. Il prossimo 18 gennaio, infatti, si vota per eleggere il nuovo presidente, ma, al momento, la lista dei papabili, per quanto riguarda almeno i nomi di maggiore prestigio, registra, sia pure con sfumature diverse, soltanto dei no.

La rinuncia di Vainer Merighi, nonostante le pressanti richieste di alcune contrade, a proseguire la sua esperienza alla guida della macchina del Palio, ha aperto di fatto, un grosso problema. Merighi è l’uomo che ha saputo risollevare una manifestazione in grandissima difficoltà, nell’occhio del ciclone per via degli incidenti avvenuti nella corsa dei cavalli del maggio 2006 e che, grazie alla sua capacità nell’affrontare quella situazione tessendo sapientemente una nuova rete di rapporti con il territorio, in tutte le sue espressioni, è riuscito nella difficile impresa, di restituirle quel ruolo strategico sul piano turistico, culturale, aggregativo e di immagine per la città, che le appartiene.

Al presidente uscente, si deve anche l’aver lavorato intensamente con l’amministrazione comunale, in particolare, per dare vita ad un nuovo strumento di gestione del Palio, quella Fondazione che è ormai in dirittura d’arrivo e che cancellerebbe ogni dubbio sul suo futuro.

Il nuovo presidente erediterebbe un patrimonio piuttosto rilevante, da gestire con grande oculatezza, dedizione, capacità e tanto tempo da mettere a disposizione. E tutto questo, sia molto chiaro, senza il benchè minimo gettone di presenza.

Anche il sindaco Tagliani e l’assessore al Palio Aldo Modonesi stanno seguendo, con grande attenzione, l’evolversi della vicenda.

“Non entro del merito dei possibili candidati – dice Modonesi – ma colgo come un segnale positivo, il fatto che le Contrade e la Corte Ducale abbiamo indicato una data, appunto il 18 gennaio, per eleggere il nuovo presidente dell’Ente Palio di Ferrara”.

Per il momento, continuano i colloqui più o meno informali tra i leader delle contrade, per trovare quanto meno un accordo su chi si è reso disponibile, vedi ad esempio Marco Zanella, da sempre uomo forte del rione San Benedetto, operazione certamente non semplice, come tutte quelle in cui i rappresentanti delle Contrade, sono chiamati a lavorare su un progetto comune, anziché per i rispettivi territori, elemento questo che continua a rappresentare un limite pesante alla gestione ed allo sviluppo del Palio di Ferrara.

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